I nostri patroni della diocesi in leggenda, culto e arte

I patroni della diocesi di Bolzano-Bressanone fungono da specchio importante delle tappe della storia di questa terra. Il martire paleocristiano Cassiano da Imola († 304) venne venerato fin dall’alto Medioevo come martire di Sabiona. Le sue reliquie vennero trasportate dalla zona dell’Italia del Nord a Sabiona. Una leggenda medievale narra che fosse il primo vescovo di Sabiona. Ingenuino († 605) fu uno dei primi vescovi di Sabiona ed è da identificarsi come il fondatore della diocesi stessa. Il vescovo Alboino (†1006) trasferì definitivamente la sede vescovile da Sabiona a Bressanone e viene ricordato, così, come l’edificatore del Duomo brissinese. Egli fece trasportare le reliquie di Ingenuino a Bressanone con una solenne processione. Le reliquie di Alboino vennero poste nell’altar maggiore del Duomo nel 1141 per volere del vescovo Artmanno. Dai tempi della rifondazione della diocesi Bolzano-Bressanone, nel 1964, Vigilio da Trento († ca 400) venne venerato, insieme a Cassiano, come patrono della diocesi. Vigilio passa alla storia come l’apostolo della val d’Adige.

Nel culto dei patroni si incontrano storia e leggenda. La tradizione fece posto ai patroni nel calendario e creò nuove usanze. La mostra è dedicata a varie problematiche connesse al culto dei patroni: alla leggenda, alla raffigurazione, alle feste religiose così come alle testimonianze della devozione popolare. Più di 150 opere d’arte ed oggetti d’arti minori mostrano per la prima volta un vivo quadro della devozione ai santi. È evidente come Cassiano, Vigilio , Ingenuino e Alboino siano diventate nel corso dei secoli figure – simbolo della sfera spirituale della regione altoatesina.