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Le vesti del vescovo Artmanno

Casula del beato Artmanno, 1150 ca. La stoffa di base di cui è costituita la casula viola scuro del beato Artmanno da Bressanone è una seta damascata a piccoli motivi di losanga. La cimosa in tessuto dorato palermitano-normanno proviene dalla Sicilia.

Il prevosto della Novacella Hermann, biografo del beato, narra di come il pastore d’anime Artmanno celebrasse quotidianamente e con ogni devozione la santa messa. Due pezzi del vestiario del beato appartengono ad un unico ornato (serie di vesti che il sacerdote indossava una sull’altra, per celebrare varie funzioni religiose): si tratta di una casula e di un piviale, sorta di mantello aperto, fornito di un pezzo di stoffa addizionale sul retro, a forma di cappuccio. Il loro colore giallo oro indica che essi venivano indossati per le cerimonie festive più importanti, mentre le loro cimose rimandano nuovamente a laboratori palermitani-normanni.

Artmanno era originario di Oberpolling, presso Passau (Passavia, Baviera di sud-est) e fu elevato alla carica di vescovo di Bressanone dall’arcivescovo di Salisburgo Konrad I von Salzburg. Dopo che Artmanno ebbe introdotto a Klosterneuburg, presso Vienna, la regola degli agostiniani, venne chiamato ad occupare il seggio vescovile brissinese, qualora si fosse reso vacante; così, due anni dopo, egli fondò nei pressi della sua nuova residenza vescovile una nuova abbazia dell’ordine agostiniano, la Novacella.
 
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